Tiki Legend

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Settembre 2008
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Archivio per Settembre, 2008

Mi segnalano la presenza del misterioso tiki di Bonassola in varie città d’Italia, le foto mi stanno arrivando alla mia mail tiki.legend@gmail.com e io non posso che caricarle sul mio account su Flickr.
Se lo vedete non esitate a mandarmi altre foto, per il momento ho ricevuto foto da amici di Padova, Verona e Ferrara.
Mi hanno detto anche che il tiki era di passaggio alla BlogFest di Riva del Garda, ma credo che non sia andato ad ascoltare nessun camp ;-)

Ma la cosa più misteriosa è che c’è anche chi il tiki ha cercato di costruirlo con la sabbia, forse perché sono invidiosi che il tiki non sia passato dalle loro parti?

 

Il modo migliore per ricordare un luogo è gustare i sapori e i profumi che abbiamo conosciuto in quel determinato posto. Anche perché, come sanno bene tutti i viaggiatori, attraverso la cucina di un popolo si entra immediatamente in contatto con la sua cultura. E allora, per permettere di conoscere le Fiji anche a chi non c’è mai stato, ecco sfornato caldo caldo un bel post sulle ricette della cucina fijana!

Prima di descrivere qualsiasi piatto tipico delle Fiji, bisogna sapere che da quelle parti l’accoppiata tra sapori salati e sapori dolci (cocco, ananas) è molto gradita, a differenza di noi italiani che tendenzialmente il dolce lo lasciamo solo alla fine di un pasto, subito prima della frutta o del caffè.

Ma veniamo al sodo! Tra i piatti più tradizionali delle Fiji c’è sicuramente il lovo. Più che di una ricetta vera e propria si tratta di un procedimento di cottura: si scava una buca tutti insieme (è un piatto della festa, lo fa tutta la famiglia!) e si riempie di gusci di cocco che vengono “dati alle fiamme” con una piccola torcia. Quando le fiamme si estinguono e i gusci sono ancora roventi, si calano nella buca diversi tagli di carne e di pesce avvolti in foglie di banane.

Sembra divertente come un barbecue, ma temo proprio che non si possa fare in tutti i giardinetti come un nostro classico barbecue della domenica. Pazienza…

Uno dei dolci più popolari alle Fiji – che voglio fare nei prossimi giorni - è invece la banana cassava cake: si prepara mescolando zucchero, latte di cocco, banane a pezzi e cassava grattugiata. Il latte di cocco si trova ormai in tutti i supermercati di una certa dimensione e la cassava praticamente è la farina di tapioca, per cui se non la trovo in un supermercato tradizionale dovrò andare a breve in un negozio di cibi etnici. E quando avrò tutti gli ingredienti, 45 minuti in forno a 180°C… e poi eccovi servita una prelibatezza da leccarsi le dita!

Un piatto di portata molto comune è infine il rourou con i gamberi (ma anche col pesce o con il montone), che viene preparato con le foglie di taro bollite. Ok, questo piatto è più difficile da preparare in Italia per cui consiglio di provarlo non appena sarete alle Fiji ;-)))

Se volete approfondire, date un occhio http://recipes.wikia.com/wiki/Category:Fijian_Recipes oppure, per chi non mastica l’inglese, a http://www.viaggifiji.it/eventi_e_gastronomia-1261-155.htm.

C’è un libro sul mio comodino che sto rileggendo ed è “Il continente perduto di Mu” di James Churchward, di cui ho parlato in questo post, e che racconta di Mu, un misterioso continente scomparso nell’Oceano Pacifico.

E’ un argomento che è cavallo fra la scienza, l’archeologia, il mistero e la fantasia, che ha ispirato tantissimi autori di libri e anche fumetti (Hugo Pratt, tanto per citarne uno!) ma che comunque intreccia elementi scientificamente certi e riconosciuti con interpretazioni e supposizioni.

Non avendo la certezza matematica dell’esistenza di questo continente scomparso, non possiamo neanche dire con assoluta precisione quale lingua parlassero gli abitanti del continente di Mu o che tipo di alfabeto utilizzassero ma secondo alcuni ricercatori esistono molte probabilità che l’alfabeto di Mu fosse alla base anche dell’alfabeto Maya, che è giunto fino a noi attraverso il Codice di Dresda, uno dei tre codici Maya scampati ai Conquistadores spagnoli.

Se inoltre, come ipotizzato, il continente scomparso di Mu era una delle prime civiltà di quel periodo lontano decine di migliaia di anni, è ipotizzabile che gli abitanti di Mu navigassero per gli oceani alla scoperta di nuove terre e – sempre per ipotesi – potrebbero essere arrivati anche nel nord Europa, dove avrebbero incontrato le civiltà vichinghe e le avrebbero influenzate anche nell’alfabeto runico, che infatti presenta alcune similitudini con quello presente nel codice di Dresda.

Le somiglianze fra le rune vichinghe e l’alfabeto di Mu sono ben visibili anche confrontando la scrittura Mu secondo gli studi di Ratiporan.
E qui mi fermo e riprendo a leggere “Il continente perduto di Mu”.

Magari quando l’ho finito di rileggere torno sull’argomento e se qualcuno volesse chiedermi anche in mail altre informazioni sull’alfabeto di Mu potete scrivermi a tiki.legend@gmail.com, a chi mi volesse scrivere fornisco risposte non solo sull’alfabeto di Mu ma anche sull’alfabeto Goa’uld e sull’alfabeto Tengwar!

L’Haka Cibi è la danza eseguita dalla nazionale di rugby fijiana prima della partita. A differenza della ben più famosa danza degli All Blacks della nazionale neozelandese, l’Haka Cibi è un rituale dai connotati pacifici: si tratta di una minaccia di attacco, più che di un vero e proprio inno di battaglia. Per la cronaca, Cibi si pronuncia “thsimbi”.

Ecco il testo, con relativa traduzione presa da questo interessante articolo:

Ai tei vovo, tei vovo
E ya, e ya, e ya, e ya;
Tei vovo, tei vovo
E ya e ya, e ya, e ya
Rai tu mai , rai tu mai
Oi au a viriviri kemu bai
Rai tu mai, rai ti mai
Oi au a viriviri kemu bai
Toa yalewa, toa yalewa,
Veico, veico, veico.
Au tabu moce koi au
Au moce ga ki domo ni biau.
E luvu koto ki ra nomu waqa
O kaya beka au sa luvu sara
Nomu bai e wawa mere
Au tokia ga ka tasere
 

La traduzione in italiano dell’Haka Cibi è:

State pronti, state pronti
Oh, oh, oh, oh, oh, oh, oh, oh
State pronti, state pronti
Oh, oh, oh, oh, oh, oh, oh, oh
Guarda qui, guarda qui
Facciamo muro
Guarda qui, guarda qui
Facciamo muro
Il gallo e la gallina
Attacca, attacca, attacca.
È per me un tabù assopirmi
il suono mi sveglia
La vostra nave è affondata
Ma non pensiamo che sei annegato
Adesso andate in difesa
Vi frantumerete quando pungerò.

Come vedete, prima ci si difende e dopo si attacca, un po’ la filosofia del contropiede nel calcio.
Per precisazione, devo dire che anche la Ka Mate neozelandese, il vero nome dell’Haka degli All Blacks, non era in origine una vera e propria danza di guerra, ma gli aggiustamenti occorsi nel tempo l’hanno trasformata in un rituale bellicoso, per fortuna solo dal punto di vista sportivo.

Concludo in bellezza: ecco un’originale e divertente interpretazione dell’Haka Cibi che esula in parte dal contesto rugbystico.

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