Archivio per la Categoria 'Tiki Culture'
8, 08, 2008
Il tatuaggio è un tunnel nella pelle. Mi piace questa definizione di Giovanni Arduino, uno scrittore in gamba e soprattutto, tatuato. Anche io ho il mio segno distintivo: mi comincia nell’anima e mi finisce nel braccio. Proprio oggi, sul tema, mi è balzato all’occhio un articolo di Repubblica di qualche giorno fa. Al di là della discussione sociologica ad antropologica, ci sono delle belle citazioni: ad esempio la frase di un capo Caduveo del Brasile: “Chi non è dipinto è stupido”. E pensare che molta gente crede il contrario. Io non ho un’opinione precisa, ritengo solo che il tatuaggio non bisogna guardarlo: bisogna farselo. Poi il tema, la figura, la decorazione non importa: quello che conta è quello che ci sta dietro, la storia che si racconta. A proposito di storia intesa però in senso cronologico, una leggenda orale tramanda che i tatuaggi fijani sono addirittura più antichi dei più famosi samoani: si narra infatti che furono proprio due divinità delle isole Fiji a introdurre la pratica del tatuaggio a Samoa. Io invece mi sono tatuato dopo avere visto De Niro fanatico e maledetto in Cape Fear nel 1991, così quando qualche anno dopo è uscito Once Were Warriors, ero già pronto col mio tattoo sul braccio, che guarda caso era un tiki.
Ok, Mark Knopfler sta concludendo l’assolo di Tunnel of Love e anche io chiudo per oggi. Se vi interessa farvi una cultura sui tatuaggi, ecco alcuni libri interessanti, se invece siete più per la pratica che per la grammatica e volete consigliare un tatuatore, postate un commento.
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3, 08, 2008
Da queste parti non si fa in tempo ad aprire un blog sui tiki che c’è subito qualcuno che ti dice “guarda questo film, leggi questo libro, ascolta questa musica,…” e così via!
L’ultimo in ordine di tempo è stato mio cugino, che mi ha segnalato un articolo di 4 pagine 4 su XL di agosto, un articolone firmato Valerio Mattioli dove si racconta di come Elvis avesse a Graceland un’intera stanza a tema, la Jungle Room, e degli artisti che avevano contribuito a far nascere il genere musicale Exotica. Oltre che ben scritto, l’articolo ha il pregio di essere corredato di bellissime foto di tiki o pseudo-tiki e belle ragazze Pacific-style.
E’ vero che il collegamento fra la Tiki Culture e la mitologia e la leggenda dei tiki è tenue quanto la veridicità storica del Codice Da Vinci, ma almeno le divinità delle isole Fiji e di quella fantastica parte del mondo che è dalle parti della Polinesia hanno ispirato catene di locali, shaker per i cocktail, canzoni e film con un minimo comun denominatore che è la rilassatezza e la voglia di godersi la vita senza prendersi troppo sul serio, anche quando si tratta di un b-movie horror.
La Tiki Culture è sempre viva anche se non esiste più un Re come Elvis che interpreta musicarelli con la corona di fiori al collo e oltre all’articolo di XL una prova provata è in questo video
Questo post è stato scritto ascoltando Love Me Tender di Elvis Presley nella versione cantata da Nicolas Cage alla fine di Cuore Selvaggio e la scritta “tiki rulez” è spudoratamente copiata dalla frasetta che questo barista hawaiano ha nel suo MySpace.





